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Riforma del Terzo settore, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale numero 141 del 2016

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno scorso la Legge 6 giugno 2016, n. 106 recante “Delega al Governo per la riforma del terzo settore

 


Riforma del Terzo settore, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale numero 141 del 2016

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno scorso la Legge 6 giugno 2016, n. 106 recante “Delega al Governo per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”, in vigore dal prossimo 3 luglio, che si allega per opportuna informativa.

Il Governo sarà, pertanto, delegato ad adottare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto, ossia entro il 3 luglio 2017, uno o più decreti legislativi in materia di riforma del terzo settore, che dovranno provvedere in particolare:

  • alla revisione della disciplina del titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute;

  • al riordino e alla revisione organica della disciplina speciale e delle altre disposizioni vigenti relative agli enti del Terzo settore di cui al comma 1, compresa la disciplina tributaria applicabile a tali enti, mediante la redazione di un apposito codice del Terzo settore, secondo i principi e i criteri direttivi di cui all'articolo 20, commi 3 e 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;

  • alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale;

  • alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale.

  • Nell’ambito della legge delega in esame è stato, in primo luogo, stabilito che per “Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi.

 

Non fanno parte, però, del terzo settore, le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche. L’esclusione delle Associazioni di categoria e, dunque, dell’Ance, non comporta però l’esclusione degli Enti Bilaterali dell’edilizia che, pertanto, rientrano nel campo di applicazione del provvedimento.




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