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La strada da seguire è quella della selezione delle aree a rischio sisma e del rafforzamento degli incentivi

“L’audizione di domani in Parlamento del Sottosegretario De Vincenti sarà l’occasione per un approfondimento sia degli aspetti relativi alla ricostruzione post-sisma, sia delle questioni riguardanti la prevenzione.

 


La strada da seguire è quella della selezione delle aree a rischio sisma e del rafforzamento degli incentivi

Per quanto riguarda la ricostruzione, il sistema di risarcimento per cittadini e imprese varato con l’ultima legge di stabilità rappresenta un valido strumento per la ripartenza delle comunità colpite dal sisma.

Per ciò che concerne la prevenzione, il Governo, attraverso dichiarazioni del Presidente del Consiglio e di diversi Ministri, ha finora assunto posizioni improntate al buon senso, parlando a più riprese della necessità di un rafforzamento degli incentivi fiscali per lo svolgimento di ogni azione finalizzata a limitare al massimo i danni di futuri eventi calamitosi. É questa la strada da seguire. É necessario realizzare una seria selezione delle aree e degli edifici a maggiore rischio e su di essi concentrare, in prima battuta, misure incentivanti di portata eccezionale.

Coerentemente con questa impostazione, occorre rifiutare proposte, spesse volte mosse da specifici interessi, di misure ciclopiche e tendenti a scaricare su proprietari e condòmini oneri, compiti e responsabilità che ad essi non competono. No, quindi, a vecchi arnesi come il libretto casa nelle sue varie denominazioni, che la giurisprudenza ha ripetutamente dichiarato illegittimo appunto perché costituente un onere improprio a carico dei cittadini, e che viene richiesto da categorie professionali dalle quali non abbiamo sinora ascoltato alcuna autocritica rispetto a quanto sta emergendo in merito agli interventi realizzati in passato nelle aree colpite dal terremoto.

No, anche, all’imposizione (peraltro già esclusa dal Governo) di obblighi assicurativi, sui quali si favoleggia di costi irrisori ma che invece porterebbero, come rilevato anche dall’Antitrust, condizioni economiche non sostenibili per i proprietari di casa.

Pensare di risolvere i problemi attraverso l’introduzione di nuovi adempimenti burocratici a carico dei cittadini, oltre a non raggiungere lo scopo, si rivelerebbe addirittura beffardo pensando allo scandalo – messo in evidenza dal Presidente del Senato – dei tanti edifici pubblici crollati e che dovrebbero essere i primi sui quali intervenire con misure di prevenzione”.






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