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Verso un orizzonte eco-industriale per il Paese

Nella consultazione pubblica sul testo del Piano nazionale sono stati coinvolti le istituzioni, il mondo della ricerca, associazioni e, in generale, tutti i soggetti portatori d’interesse, in un confronto utile e costruttivo in vista dell’elaborazione della versione finale del testo guida.

 


Verso un orizzonte eco-industriale per il Paese

Nella consultazione pubblica sul testo del Piano nazionale sono stati coinvolti le istituzioni, il mondo della ricerca, associazioni e, in generale, tutti i soggetti portatori d’interesse, in un confronto utile e costruttivo in vista dell’elaborazione della versione finale del testo guida.

Si è conclusa il 31 ottobre la consultazione pubblica sulla prima stesura del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, presentato dal Ministero dell’Ambiente: tra i commenti di istituzioni e soggetti interessati anche le parole del Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli e la posizione di Legambiente

"E' una delle sfide più importanti dei prossimi anni per il nostro Paese: sapersi confrontare con i cambiamenti climatici e le conseguenti mutate condizioni di gestione del territorio”. Così il Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli ha commentato il rapporto oramai inscindibile tra territorio e rischi climatici, che riveste una importanza sempre crescente nel panorama professionale dei geometri. “Sarà necessario rafforzare le sinergie tra coloro che operano sul territorio e tra coloro che detengono la responsabilità delle scelte. Lo slogan potrebbe essere più azioni e meno proclami, più risorse e meno conflitti istituzionali tra Enti, più informazione che generi consapevolezza”.

Una dichiarazione Secondo quanto richiesto dall’Unione Europea agli Stati membri, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), definisce le priorità, le azioni e le risorse per far fronte ai danni derivanti dai rischi climatici di ogni Paese. Per il nostro, il documento è stato elaborato dal lavoro del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e costituisce un quadro aggiornato delle tendenze climatiche in atto a livello nazionale e degli scenari climatici futuri, individuando possibili azioni di adattamento e relativi strumenti di monitoraggio e valutazione dell’efficacia.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti lo ha definito “uno strumento strategico irrinunciabile per un Paese come l’Italia che vive ogni giorno gli effetti dei mutamenti climatici. Adattare per tempo il nostro territorio non significa solo scongiurare costi umani e naturali molto pesanti, ma anche renderlo più resiliente e competitivo sotto il profilo economico”. Obiettivo del Piano, quindi, è quello di delineare, coerentemente con le altre strategie in campo (dalla SEN alla Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, da quella sull’Economia circolare al Piano Clima-Energia) un vero e proprio orizzonte eco-industriale per il Paese (QUI il Comunicato stampa).

Nella consultazione pubblica sul testo del Piano nazionale sono stati coinvolti le istituzioni, il mondo della ricerca, associazioni e, in generale, tutti i soggetti portatori d’interesse, in un confronto utile e costruttivo in vista dell’elaborazione della versione finale del testo guida.

Anche Legambiente ha presentato le sue osservazioni: pur apprezzando il contributo di studi e analisi sui rischi climatici in Italia, secondo l’organizzazione ambientalista il Piano Nazionale dovrebbero contrastare più concretamente i danni connessi ai cambiamenti climatici. L’aspetto che viene maggiormente criticato è il rinvio delle decisioni davvero urgenti per affrontare fenomeni quali allagamenti, trombe d’aria, eventi estremi e ondate di calore, che dal 2010 ad oggi hanno colpito 126 città in Italia, con grave impatto sulla vita e la salute dei cittadini (QUI il Comunicato stampa).

“La sinergia tra geometri e Legambiente è forte e radicata – ha concluso il Presidente Savoncelli -: assieme alle altre categorie tecniche che operano sul territorio ed aderenti alla Rete delle Professioni Tecniche potrà dare il giusto impulso e un deciso contributo a servizio delle Istituzioni e del Paese."

 






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