|
  • Facebook
  • Twitter
  • Google+
unionearchitetti
  • News » Attualità

Nuove sofferenze delle imprese in calo nel 2016, il Mezzogiorno si conferma l'area più rischiosa

Per il primo anno dall’inizio della crisi, nel 2016 i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese si riducono in tutti i settori economici, con un miglioramento previsto in accelerazione nel biennio 2017-18.

 


Nuove sofferenze delle imprese in calo nel 2016, il Mezzogiorno si conferma l'area più rischiosa

Il calo non ha però riguardato le società meridionali che nel 2016 non si spostano dai livelli critici dell’anno precedente. È questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dal nuovo Outlook sulle sofferenze delle imprese, che elabora stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza per 64 cluster di società non finanziarie, distinguendo in base al territorio, al settore e alla fascia dimensionale delle imprese.

I dati della Banca d’Italia indicano un deciso calo dei flussi di prestiti deteriorati nel corso del 2016 che tornano a livelli vicini a quelli pre-crisi. Il fenomeno è stato favorito dalla forte diminuzione dei crediti che le banche devono classificare come ‘inadempienze probabili’ o come ‘crediti scaduti’. Si sono ridotte, ma a ritmi più contenuti, anche le nuove sofferenze, che reagiscono con maggiore ritardo a miglioramenti della congiuntura e che rimangono a livelli distanti da quelli del 2008.

In particolare, in termini di importi, il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie si è attestato a giugno del 2016 al 3,9%, in deciso calo rispetto all’anno precedente (4,4%) e ai massimi di fine 2013 (4,8%). In termini di numeri, il calo è più contenuto: il tasso si attesta al 3,8%, un decimo di punto in meno rispetto all’anno precedente. Su un orizzonte di più lungo periodo, il flusso dei default rimane tuttavia su livelli storicamente elevati, ben maggiori rispetto a quelli pre-crisi.

Le stime e le previsioni elaborate indicano che il miglioramento in atto è in accelerazione nella seconda metà del 2016, anche favorito dal netto calo di inadempienze probabili e crediti scaduti. In termini di numeri, il tasso di ingresso in sofferenza è atteso a 3,6 punti percentuali a fine 2016 (3,8% a fine 2015). Per il primo anno dall’inizio della crisi, questo miglioramento riguarda tutti i settori dell’economia ma non tutte le aree geografiche: nel Mezzogiorno il tasso è atteso al 5,2%, lo stesso livello dell’anno precedente, mentre nel resto della Penisola tra 2015 e 2016 i tassi si riducono di 2-3 decimi percentuali.

 

I modelli Abi-Cerved – in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. In base alle previsioni, i cali saranno più accentuati per i segmenti più rischiosi: microimprese, società edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben più elevati rispetto alla media. A fine 2018, al termine dell’esercizio di previsione, medie, grandi e società industriali saranno tornate a tassi di ingresso in sofferenza vicini a quelli pre-crisi.






Commenti (0)

Pagine: 0

Per commentare è necessario essere registrati.


Sei già registrato? Entra subito
Altrimenti registrati gratis!


UnioneArchitetti