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Riforma confidi, fondi Ue e Casse per favorire l'accesso al credito

Il presidente Gaetano Stella in audizione alla Camera sulla riforma del sistema dei consorzi di garanzia confidi, sui fondi UE e sulla disciplina della casse di credito

 


Riforma confidi, fondi Ue e Casse per favorire l'accesso al credito

“Il perdurare della crisi sull’economia reale ha determinato negli ultimi anni una drastica contrazione dell’attività creditizia e le condizioni per accedere ai prestiti bancari sono diventate ancora più restrittive, fino a determinare una paralisi degli investimenti, soprattutto tra i liberi professionisti. Dunque, l’obiettivo di favorire migliori condizioni di accesso al credito, attraverso la valorizzazione del ruolo dei confidi, non solo è ampiamente condivisibile, ma diventa di estrema urgenza per fronteggiare gli squilibri di mercato e favorire il rilancio del sistema delle garanzie a vantaggio delle Pmi e dei liberi professionisti”.

 Parte da qui il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ascoltato pochi giorni fa in audizione alla Commissione Finanze della Camera, dove è in discussione il disegno di legge delega per la riforma del sistema dei confidi: rimuovere gli squilibri di mercato delle garanzie e rafforzare il patrimonio dei confidi ispirati ai principi della mutualità e della sussidiarietà.

 Secondo Stella “la strada per favorire la patrimonializzazione dei confidi dei professionisti passa attraverso i fondi strutturali europei e la valorizzazione delle Casse di previdenza private”. Davanti alla VI Commissione di Montecitorio, il presidente di Confprofessioni ha ricordato come “Il piano d'azione 2020, elaborato dalla Commissione europea, prevede la possibilità per i consorzi fidi, nel loro ruolo di intermediari finanziari, di veicolare i fondi della Banca europea degli investimenti e del Fondo europeo degli investimenti per contro garantire una parte del rischio di credito e favorire quindi migliori condizioni di finanziamento al sistema professionale”.

 Allo stesso modo, “le Casse di previdenza private potrebbero intervenire direttamente nel capitale dei confidi oppure alimentando i fondi rischi dei consorzi al fine di erogare garanzie a favore di istituti bancari e facilitare ulteriormente l’accesso al credito da parte di professionisti” ha spiegato Stella, sottolineando come “L’intervento delle Casse a sostegno della patrimonializzazione dei confidi tra professionisti potrebbe essere incentivato attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta teso a sterilizzare o ridurre il regime di doppia tassazione che grava in capo alle stesse”.

 

 Un altro aspetto centrale del disegno di riforma riguarda il riordino della filiera della garanzia. “L’attuale sistema risulta troppo sbilanciato a favore del sistema bancario (garanzie dirette), penalizzando le controgaranzie dei confidi,  ha affermato Stella, e tale situazione risulta molto penalizzante per le piccole e medie imprese e, ancor più, per i liberi professionisti che non possono far valere gli asset intangibili della loro attività professionale e del loro capitale intellettuale”






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