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Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie urbane

Il Presidente dell’INU, l’architetto Silvia Viviani, scrive una lettera aperta al presidente della Camera Laura Boldrini

 


Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie urbane

Onorevole Presidente, Le scrivo come Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia della nostra associazione, che ha avuto fra i suoi presidenti Adriano Olivetti. L’Istituto Nazionale di Urbanistica è Ente di alta cultura e di coordinamento tecnico giuridicamente riconosciuto, nata nel 1930 e rifondata nel 1949, per promuovere gli studi edilizi e urbanistici e diffondere i princìpi della pianificazione. Ci proponiamo il rinnovamento della cultura e delle tecniche urbanistiche e la diffusione di una cultura sociale che comprenda i temi della città, del territorio, dell’ambiente e dei beni culturali. Sotto il Suo impulso e grazie alla Sua alta sensibilità, che ho potuto apprezzare una volta di più in questi giorni di tragedia e angoscia per le popolazioni toccate dal sisma, la Camera dei Deputati ha varato una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato delle periferie e le condizioni di degrado delle città. Come abbiamo letto, la Commissione avrà un anno di tempo per un lavoro articolato di indagine sui potenziali fattori di disagio delle periferie, con analisi delle strutture urbanistiche dei quartieri, della mobilità urbana, della composizione sociale degli abitanti, della presenza di attività produttive, di lavoro sommerso o precario, della situazione dei giovani e della distribuzione di strutture collettive, come scuole, presìdi sanitari e impianti sportivi. Riteniamo che le città, snodi delle politiche urbane, possano migliorare le condizioni della loro abitabilità, declinabile in termini di inclusività e accoglienza, scambio e accessibilità ai valori culturali, ambientali e sociali. Si tratta, in una parola, di urbanità, un ambito di convivenza che richiama rispetto e decoro, che non può fare a meno della dimensione collettiva degli interventi, per la quale occorrono progetti tesi alla distribuzione di costi e benefici sociali, alla salvaguardia dei beni comuni. A ciò, io credo, possa e debba rispondere una nuova urbanistica, adattiva ed esplorativa, rigorosa ma ricca di immaginazione, che metta al centro le persone. Abbiamo dedicato il nostro XXIX Congresso (Cagliari, 28/29 aprile 2016) a PROGETTOPAESE, un’idea del futuro, da costruire con responsabilità, nella quale la solidarietà sociale e l’efficienza pubblica diventano indicatori dell’esistenza delle nuove geografie urbane, istituzionali, amministrative, convinti che l’urbanistica possa avere utilità, occupandosi dei rapporti fra città e società e candidandosi a contribuire al raggiungimento del benessere degli individui e della collettività. Nel nostro sito, trova i materiali. Con tale animo Le scrivo, offrendo la disponibilità dell’Istituto a fornire ogni contributo che possa essere ritenuto utile per i lavori della Commissione, sia nell’analisi che nella definizione delle proposte, a sostegno delle nuove politiche urbane.






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