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Sono più di 170 milioni gli euro stanziati per il recupero dei beni culturali interessati dal sisma

Il documento emanato lo scorso 8 Settembre va ad approvare, nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia dello scorso anno, un primo piano di lavori sul patrimonio artistico e culturale

 


Sono più di 170 milioni gli euro stanziati per il recupero dei beni culturali interessati dal sisma

E’ stata firmata e pubblicata sul sito istituzionale del Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, l’Ordinanza n 38. Il documento emanato lo scorso 8 Settembre va ad approvare, nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia dello scorso anno, un primo piano di lavori sul patrimonio artistico e culturale I finanziamenti approvati sono di oltre 170 milioni di euro.

Specificatamente la ripartizione delle opere e delle risorse investite è stata così suddivisa:

  • 16 cantieri nel Lazio per complessivi di 16 milioni di euro;

  • 70 cantieri nelle Marche per complessivi 84,1 milioni di euro;

  • 15 cantieri in Abruzzo per complessivi 13,7 milioni di euro;

  • 15 cantieri in Umbria per coplessivi19,5 milioni di euro.

  • Sono, altresì, previsti altri 33 milioni di euro di investimenti per:

  • il recupero del complesso don Minozzi di Amatrice;

  • il castello Pallotta di Caldarola;

  • la cattedrale di Santa Maria Assunta di Teramo;

  • la chiesa di San Benedetto da Norcia.

Si evidenzia che al Ministero dei Beni e attività culturali e turismo sono trasferiti 10,5 milioni di euro al fine di attivare la progettazione degli interventi sui territori.

 

Viene così evidenziato nella nota a corredo dell’ordinanza che “L’elaborazione dei progetti spetta al ministero dei Beni culturali che può provvedere anche mediante conferimento di incarico nel rispetto delle norme previste dal codice degli appalti (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). Entro 6 mesi i progetti esecutivi devono essere presentati al Commissario per la Ricostruzione che, previa verifica economica e parere della Conferenza permanente, li approva e adotta il decreto di concessione del contributo. In seguito la Centrale unica di committenza porta a termine le gare d’appalto per la scelta delle imprese destinate a realizzare i lavori con la supervisione dell’Autorità nazionale anticorruzione”.






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