mercoledì, Aprile 17, 2024
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Ambiente

Dopo il Covid-19 l’Italia deve prendere una strada che porti a investimenti e messa in sicurezza del territorio

22° anniversario delle frane di Sarno: dopo il Covid-19 il Paese riparta anche dagli investimenti per la messa in sicurezza dei territori

Dopo il Covid-19 bisogno avviare la messa in sicurezza dei territori
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Sono passati 22 anni da quel tragico 5 maggio 1998. IN quella note una serie di eventi franosi collegati ad un diffuso dissesto idrogeologico devastarono i paesi di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice. L’impatto umano fu devastante. 160 vittime, colpevoli solo di vivere in un territorio che avrebbe meritato ben altre attenzioni.

Sono trascorsi 22 anni e oggi in Italia, dobbiamo essere onesti, tanto è cambiato. una maggiore percezione del rischio idrogeologico e una progredita normativa di settore hanno sicuramente aiutate a combattere e in parte evitare altre simili tragedie. Ma ancora tanto è quello che c’è da fare.

Tantissimo da fare, cosi tanto che an che oggi, in questa fase di post coronavirus, l’Italia rimane una nazione fragile e perennemente a rischio idrogeologico.

“In un Paese dove circa il 91% dei comuni presenta delle aree a rischio più o meno importante – ha affermato ai nostri taccuini il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto – le azioni da realizzare sono ancora tantissime. Sopratutto per quanto riguarda gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e sismico, il presidio del territorio e il monitoraggio delle aree a rischio le cose da fare sono ancora tantissime. “

L’emergenza idrogeologica si lega indissolubilmente con la grave crisi epidemica che l’Italia vive da Marzo. Un emergenza che ci deve far comprendere come le azioni da fare per evitare le tragedie vadano fatte con largo anticipo e non rincorrendo l’emergenza.

Trascuratezze e confusione normative sono le cause del rischio idrogeologico che l’Italia è costretta a vivere ancora oggi.

Il consiglio Nazionale dei Geologi ha da diverso tempo evidenziato come la situazione italiana sia resa ancora più complessa da un eccessiva frammentazione delle norme sulla difesa del suole. Una frammentazione che non aiuta gli operatori a lavorare con profitto e disperde risorse ed energie.

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