sabato, Luglio 11, 2020
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Attualità

Un artista e un architetto ripensano le spiagge per il Post Coronavirus

Dal mondo dell’architettura arrivano nuove risposte su come poter usare le spiagge quest’anno garantendo il distanziamento sociale

Gli Architetti ripensano le spiagge nel Post Coronavirus
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Arriva dal mondo dell’architettura, e in particolare arriva dall’Italia, la soluzione per poter vivere la spiagge anche nelle Fasi 2 e 3 dell’epidemia di Coronavirus che ha devastato l’Economia e il comportamenti sociali degli italiani.

La soluzioni è venuto in mente ai professionisti dello studio d’Architettura Surf Engineering di Raffaele Giannitelli che grazie ad un brainstorming con l’artista Filippo Riniolo sono riusciti a trovare una soluzione pratica per riorganizzare lo spazio pubblico e per poter quindi consentire agli stabilimenti balneari la riapertura in “sicurezza” (garantendo quindi il necessario distanziamento sociale) delle proprie strutture

Qual’è stata la soluzione progettuale trovata dallo studio d’Architettura Surf Engineering di Raffaele Giannitelli e dall’artista Filippo Riniolo?

“Abbiamo analizzato il problema – affermano i due attori protagonisti – è scoperto che l’errore stava nell’ostinarsi a disporre le persone nello spazio su base quadrata. Non è il quadrato il modo migliore per alloccare gli oggetti nello spazio ma bensi l’esagono”.

La soluzioni, solo apparentemente banale era comunque già conosciuto da secoli sia dagli artisti che dalle api. Insetti e artisti infatti hanno intuitivamente compreso come disponendo persone o oggetti in uno spazio esagonale piuttosto che in un area quadrata si riesce a inserire nello spazio molte più persone e molti più oggetti.

La soluzione di Raffaele Giannitelli e Filippo Riniolo: perché usare plexiglas sulle spiagge non è eticamente sostenibile?

Il plexiglass – si legge nella nota stampa pubblicata sul sito del progetto – o comunque qualunque altra barriera, non può essere considerato una risposta seria al problema del distanziamento. L’uso del Plexiglas non è ecologico e neppure eticamente accettabile. A differenze dei progetti che in queste settimane sono circolati in rete – concludono i progettisti – vuole ripensare lo spazio conservando e tutelando il bisogno delle persone di socializzare e la necessità di non offendere con barriere di plastica le nostre spiagge”

Come è nata l’idea?

Il progetto di Giannitelli e Riniolo prende vita all’interno del contenitore d’idee che è Arteprima Progetti, uno spazio progettuale che ormai da tanti anni spinge per diffondere i concetti legati alll’Art Thinking.

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