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Concorso di architettura SIX SQUARE METERS: conosciamo i vincitori

Presentati a Lecce i progetti vincitori del concorso nazionale SIX SQUARE METERS - Persone, luoghi, dignità. Una nuova idea di arredo per gli spazi detentivi

Lecce: progetti vincitori concorso nazionale SIX SQUARE METER
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Presentati a Lecce i progetti vincitori del concorso nazionale “SIX SQUARE METERS – Persone, luoghi, dignità. Una nuova idea di arredo per gli spazi detentivi” promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Lecce, sostenuto da Ministero della Giustizia Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Direzione Casa Circondariale di Lecce – e da Università del Salento, Fondazione Banca Popolare Pugliese, da Ance Lecce e con il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Lecce e Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

Il concorso, finalizzato all’esecuzione di un modello scala 1/1 di arredi d’interni destinati agli spazi detentivi e ai locali di pernottamento degli istituti di pena, è stato vinto dal progetto “TAAC” degli architetti udinesi Fabio Gigone e Angela Gigliotti; secondi sono arrivati gli architetti vicentini Irene Peron e Valentina Covre, con il progetto “Riabilitazione cellulare” e terzi gli architetti milanesi Enrico Bona ed Elisa Nobile con il progetto “Orizzonte di speranza”.

I progetti sono stati illustrati, martedì 20 novembre, nel corso di un incontro stampa ospitato nel Rettorato dell’Università del Salento cui hanno partecipato: Rita Russo, Direttrice della Casa Circondariale Lecce_Borgo San Nicola; Rocco De Matteis, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Lecce; Vincenzo Zara, Rettore dell’Università del Salento; Vito Antonio Primiceri, Presidente Fondazione Banca Popolare Pugliese “Giorgio Primiceri – Onlus”; Massimo Crusi, Consigliere Nazionale CNAPPC, Tesoriere; Rita Miglietta, Comune di Lecce, Assessore alle politiche urbanistiche e valorizzazione del patrimonio; Silvia Miglietta, Comune di Lecce, Assessore Diritti civili, pari opportunità e volontariato; Flavio De Carlo, coordinatore del Concorso.

“Abbiamo voluto sostenere il Concorso – spiega Massimo Crusi – ritenendolo di alto contenuto sociale e simbolico. Già da tempo il nostro Consiglio Nazionale ha adottato politiche di promozione dei concorsi, puntando soprattutto sul concorso di progettazione a due gradi quale strumento più idoneo per scegliere il miglior progetto ed il professionista a cui affidare i livelli successivi della progettazione quando l’intervento riguarda la realizzazione di opere di architettura. Per questo contrastiamo la ratio che guida l’articolo 17 della Manovra di bilancio attualmente in discussione e l’introduzione della Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche. Non abbiamo bisogno di carrozzoni ma di qualità delle amministrazioni pubbliche, della progettazione, della realizzazione e di un pieno coinvolgimento dei portatori di sapere e dei professionisti”.

“Nel caso specifico – prosegue – abbiamo ritenuto idoneo lo strumento del concorso di idee perché la progettazione riguarda la realizzazione di un prototipo degli arredi da utilizzare nelle stanze in cui pernottano i detenuti. Il bando peraltro, in linea con la Guida ai Bandi pubblicata dal CNAPPC a settembre dello scorso anno, prevede l’affidamento al vincitore della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori, che saranno realizzati dalla falegnameria dell’istituto penitenziario di Lecce, con l’auspicio che il prototipo possa essere omologato dal Ministero della Giustizia ed utilizzato per ammodernare gli arredi delle stanze dei detenuti in tutte le carceri italiane. Sono questi i motivi che ci hanno spinto a patrocinare il concorso e di concedere, a titolo gratuito, all’Ente banditore la nostra piattaforma informatica, su cui il concorso ha potuto viaggiare, fruendo della garanzia di anonimato e riducendo notevolmente i costi a carico della committenza e, soprattutto, dei concorrenti”.

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