sabato, Febbraio 24, 2024
0 Carrello
Eventi

Migrant Garden, inaugurata la mostra internazionale di architettura

Grande successo per l'apertura della mostra internazionale di architettura del progetto Migrant Garden

1.92KVisite

Grande successo per l’apertura della mostra internazionale di architettura del progetto Migrant Garden – Untouchable Landscapes tenutasi il 19 giugno scorso a Piacenza presso la sede del Politecnico di Milano.

Il progetto, che vede il suo apice appunto nella mostra internazionale di architettura apertasi a Piacenzanei giorni scorsi, è stato realizzato grazie al contributo da un gruppo di studenti del Politecnico di Milano.

Ma quale è il motivo del progetto e quindi della parallela mostra internazionale di architettura ?

Il progetto nasce con lo scopo di promuovere una cultura architettonica attenta ai temi del paesaggio e della protezione delle specie volatili a rischio d’estinzione dell’area del Po. A sostegno dell’iniziativa e per esprimere il loro manifesto d’architettura, 40 degli architetti e designer più influenti al mondo, da Marcio Kogan, Nieto Sobejano, allo studio MVRDV e Michele De Lucchi, che tra gli altri firma alcuni dei padiglioni Italia dell’Expo 2015, hanno esposto le loro opere esclusive.

A introduzione della mostra internazionale di architettura si è tenuta la conferenza stampa Architectural Zoo con lo scopo di favorire il dibattito sui temi della contemporaneità del manifesto architettonico e sul ruolo dell’Architettura nei giorni d’oggi grazie alla partecipazione del Chairman Daniel Tudor Munteanu, giovane architetto rumeno e curatore del blog Of Houses, e di alcuni studi di architettura che hanno preso parte al progetto come:

BUREAU A, giovane studio di architettura e progettazione del paesaggio, scenografia e installazioni, con base in Svizzera fondato nel 2012 da Leopold Banchini e Daniel Zamarbide

Fosbury Architecture, giovane collettivo di ricerca architettonica di Milano

Fala Atelier, studio di architettura con sede a Porto, guidato da Filipe Magalhães, Ana Luisa Soares e Ahmed Belkhodja.

 

Un progetto made in Italy ma dal grande appeal internazionale, rappresentato alla perfezione dalle parole di  Mio Tsuneyama e Fuminori Nousaku, due architetti giapponesi che aderendo all’iniziativa sostengono il loro interesse per quella rete che intreccia l’umano e il non umano con particolare riguardo all’ecologia.

X

Per leggere l'articolo, accedi o registrati

Non hai un account? Registrati!
X

Per leggere l'articolo, lascia la tua email

Oppure accedi