giovedì, Aprile 18, 2024
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Professionisti

Riforma appalti: “nuovo testo base recepisce le nostre richieste”, soddisfazione da parte degli architetti italiani

Giudizio positivo del Cnappc sul nuovo testo base della riforma appalti allo studio in queste settimana da parte di commissioni e governo.

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E’ positivo il giudizio del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sul nuovo testo base della riforma appalti che, secondo il Cnappc  va nella direzione, corretta,  di ispirarsi ai principi  fondamentali  della trasparenza e della libera concorrenza. “Diamo atto alla commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini” ha sottolineato il presidente del Cnappc Leopoldo Freyrie “di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di qualità, trasparenza e concorrenza perduti a causa di norme spesso sbagliate.”

Parole di apprezzamento,quelle di Freyrie che puntualizzano diversi aspetti dell’attesa riforma appalti “per noi architetti è innanzitutto fondamentale, al fine di portare trasparenza in un settore così critico, la creazione di un Albo nazionale, gestito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici. Misura questa che rappresenta emblematicamente una più generale assegnazione di maggiori poteri di vigilanza all’Anac nel settore degli appalti pubblici”.

Ma non solo, secondo il Cnappc sarà fondamentale, in tempi brevi, procedere ad una promozione della qualità dell’architettura attraverso nuovi concorsi di progettazione e a limitazioni poste al ricorso all’appalto integrato.

“Come abbiamo sempre detto” affermo Freyrie “la vera sfida della riforma appalti deve essere proprio quella di usare la leva della buona architettura contro mafie e corruttele”.

 

Positive, oltre le buone indicazioni sulla riforma appalti, per Freyrie sono anche l’introduzione di forme di controllo per quanto riguarda gli affidamenti in house; la previsione di forme di dibattito pubblico delle comunità dei territori interessati da grandi progetti di infrastrutture per favorire, così come avviene negli altri Paesi europei, la partecipazione della cittadinanza nella scelta della soluzione progettuale relativa a un’infrastruttura o a un’opera urbana; l’introduzione di criteri premiali nella valutazione delle offerte presentate da imprese che operano nel proprio territorio in ottemperanza ai principi di economicità dell’appalto, accesso delle Pmi, territorialità e filiera corta per valorizzare le esigenze sociali e ambientali.

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