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Attualità

Sicilia patrimonio dell’umanità: Palermo, e le cattedrali di Cefalù e Monreale in lizza per l’importante riconoscimento

La candidatura a patrimonio dell’umanità promossa dalla Regione Siciliana ha per oggetto un sito seriale composto da 7 complessi monumentali palermitani e dai 2 complessi delle cattedrali di Cefalù e Monreale

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L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza Immaginazione?”, cosi il grande scrittore Leonardo Sciascia definiva la sua isola, un isola patrimonio dell’umanità potremo dire, a cui mancava solo il bollo dell’ufficialità.

Ufficialità che sembra poter arrivare tra poche settimane proprio per mano dall’Unesco, ma facciamo un attimo di chiarezza sulla situazione; il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ha ricevuto notizia della valutazione positiva della candidatura Unesco a patrimonio dell’umanità ‘Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale’ giunta dall’Icomos, l’organismo internazionale consultivo di riferimento per il patrimonio culturale.

La candidatura e’ stata promossa dalla Regione Siciliana e dalla fondazione Patrimonio Unesco Sicilia e ha per oggetto un sito seriale composto da ben 7 complessi monumentali palermitani e dai 2 complessi delle cattedrali di Cefalù e Monreale a testimoniare l’altissimo valore del sincretismo culturale arabo-normanno che generò uno stile architettonico ed artistico eccezionale in grado di rappresentare, ancora oggi, l’esempio tangibile di convivenza, interazione e interscambio tra culture eterogenee.

Una candidatura dall’alto valore culturale, più che economico bisogna dirlo, ma le ricadute indirette del brand patrimonio dell’umanità se ben gestite potrebbero essere enormi.

Per l’effettiva iscrizione dei siti siciliani nella World heritage list si deve comunque attendere la conferma del Comitato del patrimonio mondiale che si riunirà dal 28 giugno all’8 luglio 2015 a Bonn, a seguito della quale l’Italia vedrà (forse) annoverarsi il suo 51esimo sito Unesco, un record mondiale che purtroppo il Bel Paese non riesce sempre a sfruttare.

Intanto tra “le arance e il suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo”, in quest’isola misteriosa e antica che Maupassant definì come uno strano e divino museo di architettura, sia attende sereni sapendo che la raccomandazione dell’Icomos rappresenta già un risultato fondamentale ai fini dell’iscrizione, un risultato giunto a seguito di un lungo e complesso iter per la valutazione della candidatura  a patrimonio dell’umanità che, dopo la presentazione della proposta nel 2014, ha compreso fasi interlocutorie con gli organismi internazionali ed ispezioni sul campo da parte di esperti di fama mondiale.

 

 

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