domenica, Marzo 3, 2024
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Attualità

La biennale d’arte di Venezia a portata di click

Accordo raggiunto tra Google e la direzione della biennale d’arte di Venezia: opere e architetture saranno visibile attraverso il servizio street view

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Scoprire i tesori custoditi nei Padiglioni della biennale d’arte di Venezia prima ancora di arrivare a Venezia, rivedere le opere esposte anche dopo la conclusione dell’esposizione. A partire da oggi, la Biennale d’Arte di Venezia sarà accessibile a tutti grazie alla collaborazione avviata con il Google cultural institute che mette on line le 4mila opere e immagini documentali contenute nelle diverse collezioni e nelle mostre digitali, oltre a più di 80 immagini street view che permettono di ‘passeggiare’ attraverso le aree espositive interne ed esterne dei Giardini e dell’Arsenale. In più, c’e’ anche un’app che consente di accedere alla mostra digitale e di visitarla in due tour virtuali. I più appassionati, poi, potranno anche creare la loro galleria personale selezionando le immagini delle opere preferite, di cui si potra’ anche discutere in chat.

Una sfida, quella di mettere a disposizione di tutti il patrimonio artistico, su cui la Biennale d’arte di Venezia ha deciso di scommettere, con la convinzione che l’effetto sarà di “indurre il desiderio” di visitare l’esposizione che “resta il luogo fisico dove avviene l’incontro e il dialogo con l’arte”.

Ecco perché quello con Google “non e’ un accordo tra il diavolo e l’acqua santa, ma il modo di cavalcare l’innovazione tecnologica senza averne paura”, ha spiegato Paolo Baratta, presidente della Biennale, presentando la novità oggi al Collegio romano. La collaborazione e’ ancora in fase sperimentale, ma “credo che possa avere sviluppi futuri”, ha aggiunto. Per quest’anno, intanto, innesca il “fenomeno davvero unico” di creare una “archiviazione in toto della Biennale che restera’ sempre on line”.

E anche per Google cultural institute, che ha investito una “somma considerevole” nel progetto, “l’obiettivo” ha specificato Amit Sood, direttore del Google cultural institute “non e’ di sostituire il godimento fisico per l’arte e la cultura, ma di aumentare l’accesso e la conservazione usando strumenti digitali”. In Italia, ha aggiunto, “c’e’ una nuova energia e una nuova spinta a livello di istituti culturali. C’e’ voglia di correre rischi e accogliere il nuovo. Perciò abbiamo deciso di concentrare le nostre risorse”.

Usare la rete e le nuove tecnologie per ampliare l’offerta culturale “e’ una delle sfide del nostro Paese” per il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, secondo il quale “l’incrocio tra le tecnologie e le istituzioni culturali aumenta il pubblico e aumenta la voglia di andare a vedere le opere. “

 

Un iniziativa che potrebbe essere “copiata” anche è soprattutto per le promozione dell’architettura italiana. 

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